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Ristrutturazione locale commerciale: costi e agevolazioni

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La ristrutturazione di un locale commerciale necessita di un’esecuzione dei lavori da realizzarsi in tempi più stretti, rispetto ad una qualsiasi altra operazione di adeguamento edilizio.
Questo vale soprattutto se il restyling o il rifacimento dei locali avviene ad attività già avviata, per cui esiste la necessità di accelerare i tempi per riprendere con il lavoro e non sospendere l’attività commerciale troppo a lungo, con conseguente perdita della clientela e mancati guadagni.
Per procedere con la ristrutturazione locale commerciale vale la pena farsi aiutare da esperti di settore, che consiglieranno su organizzazione, gestione e direzione del cantiere, rendendo semplice ogni processo di ristrutturazione.
Ideali i consigli proposti dai tecnici di Idea Casa Plan, azienda attiva nel settore delle ristrutturazioni a Merano, Bolzano e in tutto l’Alto Adige – Südtirol.

Ristrutturazione locale commerciale: costi e agevolazioni fiscali

Ad incidere sul costo ristrutturazione locale commerciale sono tutta una serie di elementi.
Prima di tutto la superficie del locale, a seguire la tipologia dell’ambiente, la collocazione geografica, la mole di lavoro da eseguire, considerando soprattutto gli impianti che devono essere rifatti, messi a norma o realizzati in toto, ed infine la collocazione di mobili e complementi d’arredo.
In termini di impianti pesano i costi relativi alla climatizzazione, all’apparato elettrico, alla scelta delle finiture e dei materiali.
Un peso specifico rilevante può avere l’arredamento, soprattutto in considerazione della tipologia di arredi e complementi scelti.
Ad influenzare i costi sono anche i tempi previsti per realizzare la ristrutturazione a partire dalle fasi preliminari che considerano la progettazione, la scelta dei pavimenti, degli impianti, dei colori e del design e la presentazione delle pratiche amministrative, tappa obbligata per avviare i lavori.

Ristrutturare un locale commerciale: nel pieno rispetto della normativa

Chi decide di ristrutturare un locale commerciale deve rispettare la normativa in vigore, procedendo in base a tutta una serie di requisiti, che prevedono regole rigorose:

  • l’altezza dei locali commerciali a partire da un minimo di 2,50 metri;
  • l’altezza dei locali accessori quali ad esempio il bagno a partire da un minimo di 2,40 metri;
  • in termini di superficie vengono consigliati almeno 12 metri quadrati, ma molto dipende dal volume dell’affollamento stimato;
  • laddove si parla di illuminazione naturale deve essere distribuita in maniera omogenea e rappresentare almeno il 10% della superficie calpestabile;
  • al locale deve essere garantita una areazione naturale grazie alla presenza di porte e finestre almeno per una percentuale pari al 10% della superficie se il locale è collocato sotto 400 metri sul livello del mare. La
  • percentuale passa all’8,33% nel caso in cui il locale risulti collocato oltre i 400 metri sul livello del mare e si riduce al 6,66% se si tratta di centro storico.

Ristrutturazione locale commerciale agevolazioni fiscali

Parlando della ristrutturazione locale commerciale agevolazioni fiscali attenzione perché se la destinazione d’uso è locale commerciale, non sarà possibile accedere alla detrazione del 50% delle spese sostenute da dividere in 10 quote annuali per un ammontare massimo di 96 mila euro, come previsto per l’edilizia residenziale.
Nel 2019 infatti è stato prorogato il bonus ristrutturazioni per interventi realizzati su immobili di proprietà o gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
La proroga considera anche il bonus mobili, ovvero la detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe A+ o superiore, fino ad un massimo di 10 mila euro.

Gli immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di attività commerciale

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Chi ristruttura un locale commerciale deve però fare attenzione alla destinazione d’uso, all’accatastamento e alle pertinenze. L’Agenzia delle Entrate, con l’aggiornamento di marzo 2019, ha specificato che «fino al 31 dicembre 2019, il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione del 50% è di 96 mila euro per ciascuna unità immobiliare». Questo limita riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze considerate unitariamente anche se accatastate separatamente, quindi gli interventi effettuati sulla pertinenza non hanno limite di spesa autonoma ma rientrano in quello dell’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio.
«Quando gli interventi di ristrutturazione – specifica il documento dell’Agenzia delle Entrate – sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%».

Ristrutturazione locali commerciali in zona sismica

Chi ristruttura in una zona sismica ad elevata pericolosità, come sono le zone 1, 2 e 3, scegliendo di migliorare la sicurezza antisismica, ha diritto ad una detrazione d’imposta che può arrivare fino all’85% fino al 31 dicembre 2021. L’agevolazione fiscale può essere sfruttata da immobili di tipo abitativo e per costruzioni adibite ad attività produttive come attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali. L’informativa dell’Agenzia delle Entrate sul Sisma Bonus aggiunge anche che per capire se si rientra nelle detrazioni occorre fare riferimento all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata sulla GU 105 dell’8 maggio 2003.

Ristrutturazioni locali commerciali in condominio

Per i locali commerciali, che sono parte integrante di un condominio, valgono le agevolazioni fiscali relative alle spese per interventi sulle parti comuni che sono:

  • 50% delle spese sostenute con bonifici effettuati dall’amministratore di condominio dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019, con limite massimo di 96 mila euro di spesa per ciascuna unità immobiliare;
  • 36% e limite di 48 mila euro di spesa delle somme che saranno pagate dal 1° gennaio 2020.

Le parti comuni interessate dagli interventi possono essere il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, tetti, lastrici solari, scale, portoni d’ingresso, vestiboli, portici, cortili e tutte le parti necessarie all’uso comune.
Quindi i locali della portineria, lavanderia, riscaldamento centrale, opere, installazioni e manufatti di ogni genere utili all’uso e al godimento comune come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, etc.
Le detrazioni in questo caso spettano ad ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà (o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del Codice civile.

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