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I Contributi a Fondo Perduto per Donne sono oggi un’ottima opportunità per favorire le imprese al femminile, vale a dire quelle attività costituite da un’alta percentuale di quote rosa, sia tra i dipendenti che, ovviamente, all’interno dei consigli di amministrazione e nei ruoli decisionali.

I Contributi a Fondo Perduto, erogati per lo più dall’Unione Europea o dalle pubbliche amministrazioni locali, sono un incentivo di enorme utilità, soprattutto per quei giovani che non dispongono dei mezzi economici sufficienti per dare inizio alla propria attività imprenditoriale.

In questo articolo, ci concentreremo sul Fondo Perduto per le Donne, vi spiegheremo come funziona e come è possibile accedervi, e vi elencheremo le modalità in cui può essere utilizzato: se siete interessate ad una carriera da imprenditrici, prendete nota dei nostri suggerimenti.

Contributi a Fondo Perduto per Donne: cosa sono?

Come dicevamo, si tratta di finanziamenti agevolati destinati a tutte quelle ragazze, mamme o laureate che desiderano intraprendere un progetto di business personale, ma che non dispongono dei mezzi necessari per coprire le spese iniziali e di gestione. Il Fondo Perduto per Donne, pertanto, è un valido incentivo per incrementare l’imprenditoria femminile in vari settori, dall’agricoltura, al turismo, alla ristorazione, fino all’artigianato, all’industria e ai servizi, favorendo l’inserimento delle donne all’interno del mondo del lavoro.

Grazie a questa categoria di contributi, la donna imprenditrice può ricevere un finanziamento atto a coprire fino al 95% dei costi di apertura: di questa somma, metà costituisce il vero e proprio Fondo Perduto e, pertanto, non va rimborsata, mentre la metà rimanente va restituita attraverso un piano rateale agevolato, che presenta un tasso d’interesse particolarmente vantaggioso dello 0,5%.

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Il capitale ottenuto può essere utilizzato per le spese più disparate: acquisto di materiali o brevetti, ristrutturazione dei locali, acquisizione di permessi, formazione del personale o corsi professionali, assicurazioni e consulenze, in quanto il finanziamento funziona proprio come un comune Fondo Perduto.

Chi può accedere al Fondo Perduto per Donne?

Il principale requisito, per accedere a tale finanziamento, è che l’impresa costituisca un’attività di stampo femminile, il che è possibile in varie modalità: se si tratta di società cooperative, il 60% del personale dev’essere costituito da donne, così come i capitali devono essere, per i 2/3 del totale, posseduti da donne; gli enti di formazione o le piccole aziende individuali, ovvero quelle che non superano dunque 5.000.000 euro di fatturato, inoltre, devono essere gestiti al 70% da consulenti e amministratrici di sesso femminile.

Insomma, affinché una società possa entrare di diritto nell’imprenditoria femminile, occorre che i processi decisionali e le quote economiche siano gestiti principalmente da donne, in una percentuale che varia dal 60 al 70%.

Ciò significa che, qualora dovessero sorgere cambiamenti all’interno dei consigli, il Fondo Perduto andrebbe perduto, con l’obbligo di restituire la cifra ottenuta e il rischio di incorrere in sanzioni; lo stesso vale per quelle società che non rispettano la disposizione di rimanere aperte per un periodo minimo di cinque anni.

Quali spese è possibile finanziare con il Fondo Perduto per Donne?

Proprio come per la maggior parte dei finanziamenti a fondo perduto, che si tratti di contributi per giovani imprenditori o per lo sviluppo dell’agricoltura, la cifra erogata dev’essere investita in tutte quelle spese legate all’avvio e alla gestione dell’attività, ovvero:

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  • ristrutturazioni o acquisto di immobili;
  • progettazione e direzione dei lavori;
  • corsi professionali, formazione dipendenti;
  • consulenze giuridiche o finanziarie;
  • acquisto materiali, forniture, attrezzature di vario genere;
  • acquisto di software e supporti informatici;
  • allaccio luce elettrica, impianto idrico, connessione internet e telefono;
  • servizi.

Possono essere coperte, inoltre, tutte le spese che riguardano la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, o l’acquisizione di competenze utili per l’avvio dell’attività.

Come ottenere un finanziamento a Fondo Perduto per Donne?

Le donne imprenditrici che desiderano accedere al Fondo Perduto, devono innanzitutto stilare un business plan completo e dettagliato, specialmente per quel che riguarda il preventivo dell’investimento e gli obiettivi economici, in quanto questo documento costituisce il requisito principale per ottenere questo genere di finanziamenti. Oltre ad esso, occorre presentare:

  • l’apposito modulo per la richiesta dei contributi a fondo perduto;
  • il preventivo delle spese iniziali e di investimento;
  • la certificazione che attesti l’iscrizione presso il registro delle imprese;
  • la certificazione della proprietà dell’immobile, valida per le attività già avviate;
  • la certificazione della categoria di “piccola impresa”.

La modulistica necessaria dev’essere consegnata presso l’ente di riferimento, che si tratti di una società convenzionata con l’Unione Europea, di un’amministrazione locale o di un’istituto per lo sviluppo economico delle zone economicamente meno agiate o a difesa del territorio.

A tal proposito, vi suggeriamo di tenere costantemente d’occhio i numerosi siti web e portali specializzati, che offrono regolarmente bandi destinati ai giovani imprenditori: in questo modo, riuscirete a trovare facilmente la tipologia di finanziamenti più adatta alle vostre esigenze.

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Conclusioni

Il Fondo Perduto per Donne rappresenta una valida soluzione per avviare un’impresa al femminile, in quanto consente di ripagare soltanto il 50% del finanziamento, al tasso agevolato dello 0,5% e con un piano rateale, che in genere dura dieci anni, decisamente più vantaggioso e flessibile.

Vi suggeriamo, pertanto, di tenervi aggiornate sui bandi e sulle novità in circolazione, di stilare un buon progetto, definendo con cura il preventivo e gli obiettivi, e di puntare sui settori legati all’ambiente, alla ricerca e allo sviluppo, al giorno d’oggi molto favoriti.

Prima di richiedere un finanziamento, inoltre, vi consigliamo di chiedere una consulenza ad un esperto, che vi saprà consigliare le strategie più adatte per dare avvio all’attività, nonché per scegliere l’ente e la categoria di fondi più congeniale: ciò vale particolarmente per le giovani imprenditrici e per le ragazze neolaureate, che desiderano intraprendere un progetto personale.

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