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IVA sull’acquisto dei materiali – Edilpro


L’aliquota IVA ordinaria per l’acquisto di materiali da costruzione è normalmente pari al 22% del valore imponibile.

Esistono dei casi in cui l’acquirente ha diritto ad una aliquota IVA agevolata pari al 10%, che vedremo di seguito in dettaglio.

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La normativa

Per prima cosa è opportuno conoscere meglio la normativa di riferimento.

Riportiamo quindi un estratto del D.P.R. 380/2011 (Decreto Presidente della Repubblica del 21 giugno 2001, n.380) meglio noto come Testo Unico dell’Edilizia:

Art. 3 (L) – Definizioni degli interventi edilizi”

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  1. Ai fini del presente testo unico si intendono per:

a) “interventi di manutenzione ordinaria“, gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b) “interventi di manutenzione straordinaria“, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso;
(lettera così modificata dall’art. 17, comma 1, lettera a), legge n. 164 del 2014)
c) “interventi di restauro e di risanamento conservativo“, gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;
d) “interventi di ristrutturazione edilizia“, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente;
e) “interventi di nuova costruzione“, quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite alle lettere precedenti. Sono comunque da considerarsi tali:

e.1) la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente, fermo restando, per gli interventi pertinenziali, quanto previsto alla lettera e.6);
e.2) gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal Comune;
e.3) la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
e.4) l’installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione;(punto da ritenersi abrogato implicitamente dagli artt. 87 e segg. del d.lgs. n. 259 del 2003)
e.5) l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore;

(punto così modificato da ultimo dall’art. 52, comma 2, legge n. 221 del 2015)
e.6) gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale;

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e.7) la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all’aperto ove comportino l’esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato;

f) gli “interventi di ristrutturazione urbanistica“, quelli rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale.

2. Le definizioni di cui al comma 1 prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi. Resta ferma la definizione di restauro prevista dall’articolo 34 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 (ora art. 29, comma 3, del d.lgs. n. 42 del 2004 – n.d.r.).”

Il testo unico riporta chiaramente quali sono le tipologie di interventi previsti dalla normativa (lettere a, b, c, d, e, f). Ogni intervento viene quindi normato in modo differente, soprattutto per quanto riguarda i titoli abilitativi che consentono la sua esecuzione (CILA, SCIA, DIA, Permesso di Costruire..) che trovano applicazione nelle vigenti normative regionali.

A livello fiscale, ogni intervento ha quindi un suo specifico trattamento.

Quando acquistate del materiale da costruzione (da un rivenditore oppure da internet) spesso vi domandate quale è l’aliquota IVA da considerare. Nella maggior parte dei casi la risposta è semplicemente il 22%.

Diverso è il caso in cui chiediate una prestazione ad un’impresa edile (o artigiano): la fornitura CON posa in opera di materiale può essere fatturata infatti con IVA agevolata al 10% nei casi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo; in questo caso sarà l’impresa che esegue il lavoro ad aver acquistato il materiale.

I beni significativi

Un ulteriore caso va approfondito per tutte le situazioni in cui si sta per acquistare un prodotto considerato a tutti gli effetti un bene finito.

Il decreto del ministero delle finanze del 29 dicembre 1999 individua i beni significativi per i quali è prevista l’applicazione fino alla concorrenza del valore complessivo della prestazione di aliquota IVA al 10%.
IL MINISTRO DELLE FINANZE
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633, concernente l’istituzione e la disciplina dell’imposta sul
valore aggiunto, e successive modificazioni;
Visto l’art. 7, comma 1, lettera b) della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, nella quale e’ previsto che con decreto del Ministro delle
finanze saranno individuati i beni che costituiscono una parte
significativa del valore delle forniture effettuate nell’ambito delle
prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio
edilizio di cui all’art. 31, primo comma, lettere a), b), c) e d),
della legge 5 agosto 1978, n. 457, cui applicare l’aliquota ridotta
del 10 per cento;
Considerato che l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto nella
misura del 10 per cento si applica fino a concorrenza del valore
complessivo della prestazione relativa all’intervento di recupero, al
netto del valore dei predetti beni;
Considerato che occorre provvedere;
Decreta:
Sono soggette all’imposta sul valore aggiunto con l’aliquota del 10
per cento le cessioni dei seguenti beni che costituiscono una parte
significatica del valore delle forniture effettuate nell’ambito delle
prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio
edilizio di cui all’art. 31, primo comma, lettere a), b), c) e d),
della legge 5 agosto 1978, n. 457, realizzati su fabbricati a
prevalente destinazione abitativa privata:
ascensori e montacarichi;
infissi esterni ed interni;
caldaie;
video citofoni;
apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
sanitari e rubinetterie da bagno;
impianti di sicurezza.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 29 dicembre 1999
Il Ministro: Visco

ESEMPIO

Costo totale dell’intervento 10.000 euro:

a) 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa

b) 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, porte e finestre).

L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 – 6.000 = 4.000.

Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.

Non si può applicare l’Iva agevolata al 10%:

a) ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori

b) ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente

c) alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio (progettazione, pratiche edilizie, ..)

d) alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori.

In tal caso, la ditta subappaltatrice deve fatturare con l’aliquota Iva ordinaria del 22% alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, se ricorrono i presupposti per farlo.

RISTRUTTURAZIONI 

Per tutti gli altri interventi di recupero edilizio diversi da manutenzione ordinaria e straordinaria è sempre prevista, senza alcuna data di scadenza, l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%. Si tratta, in particolare:

a)  delle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d’opera relativi alla realizzazione degli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione;

b)  dell’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la realizzazione degli stessi interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, individuate dall’articolo 3, lettere c) e d) del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr 6 giugno 2001, n. 380.

L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera). L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.

(Fonte: AGENZIA delle ENTRATE, febbraio 2017, guida RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI)

Come di applica l’IVA agevolata al 10%?

Per poter usufruire dell’IVA agevolata al 10% per l’acquisto di beni significativi sono inoltre necessari alcuni documenti, da consegnare al fornitore prima di effettuare il pagamento.

a) carta di identità dell’intestatario della fattura

b) modulo di autodichiarazione applicazione IVA agevolata

c) Copia del titolo abilitativo (SCIA, DIA, Permesso di costruire..)

Il titolo abilitativo è fondamentale per confermare la correttezza della tipologia di intervento ammessa all’applicazione dell’aliquota IVA ridotta, per acquisto di beni significativi (porte, finestre, impianti..) che ribadiamonon essere ammessa per gli interventi di manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria.

Conclusione

In conclusione sintetizziamo quanto sopra riportato.

Per tutti gli acquisti di materiale l’IVA da applicare è quella ordinaria al 22%.

Per l’acquisto di beni significativi, l’IVA al 10% si applica solo negli interventi di ristrutturazione (non manutenzione ordinaria-straordinaria): per intenderci, quelli per i quali vengono pagati gli oneri di urbanizzazione.

IVA per l’acquisto diretto di finestre VELUX

Le finestre per tetti VELUX rientrano nell’elenco dei beni significativi.

Se acquistate direttamente le finestre VELUX potrete richiedere l’applicazione dell’IVA agevolata al 10% solamente nel caso in cui il vostro intervento rientri tra quelli di cui alle lettere C e D art. 3 D.P.R.  380/2011, ovvero restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione.

Se non rientrate in questa tipologia di interventi, potrete acquistare le finestre VELUX con aliquota IVA ordinaria al 22%.

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