Golf, PGA Championship 2019: Brooks Koepka da record, -12 dopo due giri. Francesco Molinari recupera ed è 26°, Tiger Woods non supera il taglio

Brooks Koepka è l’uomo dei record al PGA Championship. Sul Black Course, a Bethpage, il detentore di quello che oggi è il secondo Major dell’anno compie un’impresa spettacolare, chiudendo il secondo giro 12 colpi sotto il par, impiegandone 65 in questa giornata e realizzando, con un complessivo 128, un gran numero di primati: tra questi, meno colpi impiegati a finire due giri nella storia di Major, score migliore nella storia del PGA Championship, e sempre in questo Major distacco più ampio a metà gara rispetto al secondo posto (sette colpi).

Al secondo posto, primi degli attuali umani a -5, ci sono Jordan Spieth e Adam Scott: l’americano ha messo insieme un buon -4 di giornata, ma l’australiano è risultato il migliore di oggi con il suo -6, che poteva essere -7 senza il bogey alla 17. Quarta posizione per un gruppo di cinque uomini: tra quattro americani a -4, Daniel Berger, il numero 1 del mondo Dustin Johnson, Kelly Kraft e Luke List, s’inserisce l’inglese Matt Wallace, cui hanno giovato cinque birdie tra la buca 1 e la 6 (avrebbe potuto concludere in seconda posizione senza due bogey alla 7 e alla 8).

Nono posto in solitario per Justin Rose: l’inglese, piuttosto regolare finora, è a -2, mentre la decima posizione a -1 è appannaggio di un altro insieme di uomini piuttosto ampio: il neozelandese Danny Lee (sei bogey nelle prime nove buche, poi parzialmente recuperati), il sudcoreano Sung Kang, il thailandese Jazz Janewattananond, l’inglese Tommy Fleetwood (che era in corsa per la seconda posizione a metà giro), il giapponese Hideki Matsuyama, i sudafricani Erik Van Rooyen e Louis Oosthuizen, gli americani Harold Varner III e Rickie Fowler.

Buone notizie arrivano da Francesco Molinari: il torinese riesce a recuperare venticinque posizioni e a diventare 26° con un giro in 68 colpi, che lo riporta pari con il par. Dopo un inizio un po’ complicato, con alcuni putt rimasti appena corti o larghi, tre birdie in cinque buche hanno riconsegnato il numero 7 del mondo alla parte alta della classifica, e nonostante il bogey alla 15 (con putt lunghissimo quasi riuscito per salvare il par) si può dire che il nostro alfiere sia in piena corsa per le posizioni di testa. Molinari è in buona compagnia: appaiati con lui ci sono big quali il nordirlandese Rory McIlroy, gli americani Phil Mickelson, Matt Kuchar, l’inglese Matthew Fitzpatrick e il danese Lucas Bjerregaard.

Non ce la fa a superare il taglio Tiger Woods, che finisce a +5, appena oltre lo score necessario per proseguire il torneo. Gli è fatale un giro particolarmente incostante, condizionato da quattro bogey nelle buche tra la 10 e la 14. Assieme al vincitore del Masters di Augusta escono di scena diversi nomi di spicco: gli spagnoli Jon Rahm (numero 11 del mondo) e Sergio Garcia, il tedesco Martin Kaymer, gli americani Steve Stricker, Kevin Na, Jim Furyk, Bubba Watson, Bryson DeChambeau (8° miglior giocatore del pianeta), Jason Dufner, Kevin Kisner, lo scozzese Russell Knox, l’inglese Ian Poulter, il sudafricano Justin Harding (che non ha ripetuto l’eccezionale prova di Augusta), l’australiano Marc Leishman, il thailandese Kiradech Aphibarnrat.





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federico.rossini@oasport.it

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Foto: LaPresse