Cosa sappiamo davvero dell’eiaculazione femminile? Perché a dirla così, sembra facile. E probabilmente, ognuno di voi risponderebbe quasi indispettito come se gli si stesse chiedendo “l’abc del sesso”. Ma, attenzione uomini, c’è poco da essere così sicuri di voi stessi. L**’universo sessuale femminile è sfaccettato**, non è banale e scontato come qualcuno con troppa autostima può immaginare. Mai pensare di saperne troppo sul raggiungimento del piacere della vostra compagna, perché anche voi che “di donne ne sapete” potreste trovarvi davanti a situazioni imprevedibili.

In Rwanda, l’Eau Sacrée o l’acqua sacra che “sgorga nel mondo attraverso l’orgasmo femminile” si chiama “Kunyaza” e ha un valore ancestrale e quasi mitico (sfatando, peraltro del tutto l’errata convinzione che la sessualità in Africa sia un tabù e la soddisfazione femminile qualcosa da evitare ad ogni costo). Arrivare al Kunyaza significa per la donna raggiungere un piacere talmente intenso da provocarle appunto l’eiaculazione.

E siccome, secondo quanto riportano le statistiche, spesso quando si è in coppia da molto tempo, gli amanti perdono interesse per il sesso, per mancanza di originalità o di rapporti troppo focalizzati sulla penetrazione, questo nuovo modo di viversi sotto le lenzuola, potrebbe ravvivare una routine diventata troppo monotona.

Il Kunyaza promette grandi soddisfazioni e la sua storia merita di essere raccontata: deriva da una leggenda, la cui origine si è perduta nella notte dei tempi, secondo cui una regina rwandese stanca dell'assenza di suo marito avrebbe chiesto ad uno schiavo di soddisfarla. L'uomo intimidito e temendo di non riuscire nel suo compito, si propose a lei quasi tremando e, le vibrazioni causate da questi fremiti avrebbero regalato alla regina talmente piacere da eiaculare e dare alla luce il Lago Kivu.

Tornando al presente, che la donna possa trovare il piacere nello stesso modo maschile, per molti è ancora un tabù, pur essendo un tema che stuzzica fortemente le fantasie sessuali. Peraltro, sembra che non sia nemmeno un’esperienza propriamente comune, tanto che molti uomini ne parlano come di “miracoloso evento”.

L’eiaculazione femminile è tuttora un mito e il perché un fenomeno così piacevole possa essere censurato, è un mistero. E’ pur vero che nel passato questo "flusso magico" finì per essere associato alla malattia e a pratiche sessuali deviate, fino a Freud che associò il fenomeno all’isteria, rendendo la “rara dote” connessa a follia e delirante immaginazione. Dobbiamo solo ringraziare la scoperta del punto G da parte dell’ostetrico ginecologo tedesco Ernst Grafenberg nel 1950 se la vita sessuale femminile iniziò a sfuggire alla frustrazione a cui sembrava condannata.

Il Kunyaza, in una visione di reciproco godimento, promette grandi soddisfazioni per entrambi, dicevamo, ma se non avete ancora avuto la fortuna di sperimentarlo, imparare qualche “tecnica”, magari dai quei grandi esperti dei mariti rwandesi, potrebbe trasformarsi in una rivelazione. Ma per questo ci rivediamo la prossima settimana.

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