Pepper cambia pelle. Il servicer australiano si ribattezza PCMI, diversifica il business e fa shopping

     

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pcmiPepper, il servicer australiano specializzato nella gestione di crediti deteriorati, fondato da Mark Cuhlane e delistato dalla Borsa di Sidney a fine 2017 dal colosso del private equity Usa KKR, cambia nome in PCMI. Non solo. In Italia si riorganizza per servire a tutto tondo banche e fondi clienti, mentre si prepara a costituire un veicolo specializzato per realizzare operazioni di cartolarizzazione e studia l’ingresso nel campo del servicing giudiziario, della cessione del quinto dello stipendio e degli investimenti diretti in crediti, anche tramite acquisizioni mirate. Lo ha detto a BeBeez e MF Milano Finanza Alfredo Goldaniga, ceo dell’italiana PCMI spa e della controllante londinese PCMI Europe Ltd. A capo del gruppo c’è ancora Culhane che con il top management di Pepper ha reinvestito nel gruppo dopo l’opa di KKR.

PCMI in Italia sarà quindi una realtà ben diversa dall’altra controllata di KKR attiva sul mercato della gestione dei crediti deteriorati, che è il servicer romano Sistemia, che oggi gestisce crediti secured e unsecured  e ha un forte focus sul mercato immobiliare, ma che inizialmente aveva un specializzazione sulla riscossione dei tributi ed era diventato partner di riferimento di Equitalia.

“A oggi abbiamo in gestione circa 1,2 miliardi di euro di crediti deteriorati, ma secondo noi la semplice attività di servicing dei portafogli di crediti non dà margini sufficientemente interessanti, quindi abbiamo deciso di diversificare il nostro perimetro d’azione e affiancare altre linee di business che siano complementari”, ha spiegato Goldaniga.

I passi già compiuti in questa direzione negli ultimi mesi da PCMI in Italia sono due. Lo scorso dicembre PCMI ha acquistato il 60% di Steram, una startup fondata da Stefano Ramella e specializzata in property and facility management,  nella gestione di cespiti bancari, ristrutturazioni cielo-terra, bonifica di capannoni industriali e costruzione ex novo di interi siti abitativi. Goldaniga ha detto che “Steram, che sarà ribattezzata PCMI Real Estate, in queste prime settimane dell’anno ha già raggiunto i 5 milioni di euro di ricavi e il target per fine anno è d 8-10 milioni”.

Contestualmente, ha detto ancora il manager, “abbiamo costituito PCMI Agency, che si occuperà di intermediazione immobiliare, così, una volta rimessi a nuovo gli immobili a garanzia dei crediti deteriorati, abbiamo subito un canale pronto per metterli sul mercato. Anche in questo caso partiamo già con una buona base: a oggi abbiamo in portafoglio mandati di vendita, soprattutto da parte di società di leasing, per asset per un valore complessivo di 12 milioni di euro”.

Entro un paio di mesi, invece, ha aggiunto Goldaniga, “concluderemo l’acquisizione di uno studio legale che oggi conta 14 avvocati tutti dedicati all’attività di recupero crediti e che sarà ridenominato PCMI Legal Services”.

E la campagna di acquisizioni mirate non finisce qui. “Abbiamo già identificato un target interessante per poter entrare nel settore del credito al consumo e in particolare in quello della cessione del quinto dello stipendio”, ha detto ancora il manager, precisando che “il nostro obiettivo è quello di rifinanziare il debitore che non riesce a rimborsare la banca o la società di leasing. Quando avremo la nostra società specializzata, potremo estinguere le esposizioni delle banche nei confronti di quei debitori e riaprirle noi”. Su questo fronte i tempi sono un po’ più lunghi, perché le trattative sono avanzate, ma non concluse.

Infine, le ultime novità in cantiere per PCMI riguardano un’evoluzione dell’originario core-business e cioè la gestione dei portafogli crediti deteriorati acquisiti dai fondi specializzati. “Stiamo strutturando un nostro spv (special purpose veichle) per realizzare cartolarizzazioni, in modo tale da poter coinvestire con i fondi nei portafogli che li aiutiamo a valutare e ad acquisire e che di cui poi acquisiamo il mandato di servicing.  Stiamo parlando di portafogli sino a 200 milioni di euro lordi secured di Npl o di inadempienze probabili (unlikely to pay) soprattutto leasing, in relazione ai quali noi possiamo investire 500-700 mila euro di nostro equity nella tranche junior”.  Non solo. PCMI sta lavorando in questi giorni anche all’acquisizione di una piattaforma di gestione di una banca piccola che ha un portafoglio di di Npl da poco meno di un mld lordo per il quale sarà servicer.


   

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